Una pesante emergenza legata alla raccolta e allo smaltimento della plastica sta interessando il territorio tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto 2026. A causa della saturazione degli impianti di stoccaggio e riciclo — innescata dai rallentamenti nella filiera e nella gestione dei centri di trattamento — diverse amministrazioni locali si sono viste costrette a sospendere o rallentare temporaneamente il servizio di ritiro porta a porta. I disagi colpiscono in modo diretto i territori serviti dai diversi operatori ambientali, estendendosi dai centri periferici fino alle aree metropolitane e ai principali agglomerati urbani.
All’origine dell’emergenza non vi sono inefficienze locali o gestionali, ma una crisi strutturale e nazionale del mercato del riciclo. La forte concorrenza dei materiali vergini provenienti dai mercati esteri ha fatto crollare la richiesta di materiale riciclato, impedendo ai centri di trattamento di smaltire la plastica pressata e saturando rapidamente i piazzali di stoccaggio. Nelle aree colpite, le autorità invitano i cittadini a continuare la differenziazione domestica senza esporre i mastelli all’esterno e a evitare il conferimento agli ecocentri, anch’essi vicini alla saturazione, mentre sono in corso interlocuzioni ai massimi livelli istituzionali per richiedere interventi urgenti a supporto della filiera.
