Domenica 15 e martedì 17 febbraio 2025 si corre la Sartiglia, uno degli ultimi tornei equestri medievali del Mediterraneo. La corsa vede cavalieri mascherati tentare di infilzare con spada e lancia di legno, detta stocco, una stella sospesa a un nastro di fronte alla Cattedrale di Santa Maria Assunta.
La giostra della domenica è organizzata dal gremio dei Contadini, mentre il martedì sovrintende il gremio dei Falegnami. Le corse sono simili ma differiscono in dettagli: i nastri e colori della maschera e del Componidori (capo corsa) variano tra i due giorni, così come il coiettu (giubba di pelle) e i pantaloni, che differiscono per colore e lunghezza.
Il giorno della Sartiglia, un araldo a cavallo annuncia la corsa, seguito da alfieri, tamburini e trombettieri. Il Componidori, scelto tra i cavalieri oristanesi, viene vestito dalle is massaieddas, giovani ragazze in costume sardo, e rimane su sa mesitta senza toccare terra fino alla fine delle corse. La posa della maschera trasforma l’uomo in una figura quasi divina, pronto a guidare i cavalieri.
Il corteo, composto da 120 cavalieri in gruppi di tre, con costumi colorati e cavalli bardati, si dirige verso il percorso della corsa. La gara parte dalla reggia dei Giudici d’Arborea fino all’ospedale medievale di Sant’Antonio Abate. Il Componidori apre la corsa con tre incroci di spada sotto la stella e tenta di infilzarla; successivamente la prova è ripetuta dagli altri cavalieri. Il numero di stelle conquistate predice una buona annata e un raccolto prospero.
Dopo le discese, il Componidori riceve sa pipia de maiu e ripercorre il tragitto all’indietro per benedire la folla. Poi il corteo si dirige verso la via Mazzini per le evoluzioni delle pariglie. Al tramonto, il rito della svestizione restituisce al capo corsa la sua identità umana, e i festeggiamenti terminano con un banchetto per tutti i partecipanti.
