Inaugurata al Museo Diocesano Arborense di Oristano la mostra Tharros. Time Upon Time, progetto espositivo dedicato a una delle aree archeologiche più significative del Mediterraneo antico. La mostra, organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama, resterà aperta al pubblico fino al 21 giugno 2026.
L’esposizione racconta la lunga storia di Tharros, dalla fase nuragica all’età tardoantica, intrecciando la vicenda della città con quella della sua riscoperta archeologica. Reperti, materiali d’archivio, immagini storiche, video e installazioni multimediali costruiscono un percorso che unisce rigore scientifico e divulgazione.
Curata da Nicoletta Camedda, Luca Cheri, Maria Mureddu, Silvia Oppo, Ilaria Orri e Viviana Pinna, la mostra si articola in due sezioni collegate da una linea del tempo che attraversa oltre venti secoli di storia, dal XIV secolo a.C. al VII secolo d.C., guidando il visitatore attraverso le principali fasi della città.
La prima sezione, Tharros fra storia e archeologia. La città, lo scavo, la narrazione del tempo, ripercorre la scoperta e lo studio del sito, dalle prime descrizioni tra Sei e Settecento agli scavi novecenteschi di Gennaro Pesce e alle ricerche più recenti.
La seconda, Tharros. La città vecchia. Tracce di vita, frammenti di tempo, è dedicata alla quotidianità degli abitanti, attraverso oggetti, pratiche e spazi legati alla casa, al lavoro, al gioco, al corpo e al porto.
Un racconto stratificato che restituisce Tharros come città vissuta, nodo di relazioni e crocevia del Mediterraneo antico.
