La Sardegna si conferma capofila nazionale del patrimonio medievale con il ritorno delle Giornate del Romanico, in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Sardegna Isola del Romanico con il sostegno della Regione, della Fondazione di Sardegna e delle istituzioni locali, coinvolgerà ben 26 Comuni dell’isola, aprendo le porte di monumenti iconici a residenti e turisti. Tra i centri aderenti figurano Anela, Bosa, Bultei, Capoterra, Cargeghe, Codrongianos, Cossoine, Dolianova, Florinas, Galtellì, Gesico, Ittiri, Martis, Monteleone Roccadoria, Oschiri, Ploaghe, San Vero Milis, Siamaggiore, Siddi, Uri, Usini, Uta, Villamassargia, Villaputzu e Villaspeciosa. Il ricco cartellone propone anche un nutrito calendario di eventi collaterali: venerdì 16 ottobre a Capoterra si terrà il convegno sui bacini ceramici di Santa Barbara de Montes; sabato 17 a Bosa la Chiesa di San Pietro Extra Muros ospiterà studi ed approfondimenti epigrafici e astronomici, seguiti dalla presentazione del libro di Anthony Muroni al Castello di Serravalle; a San Vero Milis lo storico dell’arte Ivo Serafino Fenu curerà un percorso guidato tra gli stili architettonici locali, con concerto conclusivo domenica 18. Nel Coros, l’Unione dei Comuni metterà a disposizione un servizio di navette gratuite lungo due itinerari per visitare undici chiese storiche, mentre a Monteleone Roccadoria si terrà un seminario di studi sull’archeologia e la storia del Nurcara. Per tutto il mese di ottobre, inoltre, le scuole dell’isola potranno richiedere il gioco da tavolo didattico Judikes per far scoprire il Medioevo sardo agli studenti attraverso quiz e tecnologia.
