Una svolta importante per la cura dell’orbitopatia basedowiana in Sardegna. Stamattina, martedì 6 ottobre 2026, presso il Policlinico Duilio Casula di Cagliari, è stato somministrato per la prima volta il teprotumumab a una paziente affetta da malattia attiva e moderatamente grave, risultata refrattaria ai corticosteroidi tradizionali. Con questo trattamento, l’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari si conferma il primo centro nell’isola — e il quarto in Italia — autorizzato a erogare questa innovativa terapia farmacologica, offrendo una speranza concreta per una patologia autoimmune spesso correlata al morbo di Basedow che provoca esoftalmo, infiammazione oculare, visione doppia e, nei casi più gravi, compromissione permanente della vista. L’intervento rientra nelle attività del centro multidisciplinare attivo da gennaio 2025 all’interno del Policlinico, nato dalla stretta sinergia tra l’Endocrinologia (diretta dal professor Francesco Boi) e l’Oculistica (diretta dal professor Giuseppe Giannaccare) e coordinato dalla dottoressa Giulia Lanzolla, struttura che ha già preso in carico oltre trecento pazienti da tutta la regione. Come spiegato dalla dottoressa Lanzolla, il teprotumumab è il primo anticorpo monoclonale sviluppato specificamente per bloccare il recettore dell’IGF-1, agendo non soltanto sull’infiammazione ma riducendo efficacemente l’esoftalmo e la diplopia attraverso un ciclo di otto infusioni endovenose ogni tre settimane. Il traguardo clinico, reso possibile anche grazie all’impegno della Farmacia ospedaliera diretta da Arianna Cadeddu e della dottoressa Valentina Mureddu, è frutto di un articolato percorso multidisciplinare che vede la cooperazione di endocrinologi, oculisti, chirurghi generali guidati da Pietro Giorgio Calò, radiologi con Luca Saba e la medicina nucleare diretta da Gianluigi Loi, riducendo così la necessità di ricorrere a interventi chirurgici invasivi.
